Coppia di dipinti del pittore Scipione Compagno

Coppia di dipinti del pittore Scipione Compagno

Autore : Scipione Compagno

Epoca: Seicento

 

Coppia di dipinti del pittore Scipione Compagno (Pittore napoletano, documentato tra il 1641 e il 1649) raffiguranti "Sacrificio di Caino e Abele" "La morte di Abele", entrambi dipinto ad olio su tela muniti delle loro belle cornici "Salvator Rosa" d'origine in legno dorato.

Dimensioni : Altezza 71 cm Lunghezza 87 cm 

Provenienza : Italia, Napoli

Periodo : Molto probabilmente prima metà del 17esimo , ( il pittore è documentato tra il 1641 ed il 1649)

Materiali : olio su tela, cornice in legno intagliato, dorato a foglia oro 

Condizioni : Buono stato di conservazione generale.

L'opera è supportata dalla perizia eseguita della dott.ssa Arabella Cifani / Storico ed esperto d’Arte Perito d’Arte del Tribunale di Torino - Iscritta al Ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Torino

Su richiesta è possibile inviare la perizia in PDF tramite e-mail.

Come riportato dalla Cifani "I due dipinti a pendant, sia nelle parti di figura sia in quelle di natura morta, appartengono con ogni evidenza all’ambiente figurativo napoletano del secondo trentennio del secolo" e ancora "un’attenta analisi delle forme consente di guadagnare, per le due sequenze con Caino e Abele, il riferimento a Scipione Compagno". Del pittore non si hanno molte ma sappiamo che dopo un periodo di apprendistato presso Aniello Falcone a Napoli, avrebbe accompagnato a Roma, tra il 1639 e il 1640, Salvator Rosa, suo condiscepolo. Era a Napoli nell'aprile del 1641. Di lui si conservano alcuni dipinti firmati conservati in prestigiose collezione europee. 

L'iconografia che impegna entrambi i dipinti è nota ai più essendo una delle scene del Vecchio Testamento più citate e anche più riprodotte nella storia della pittura occidentale; insolitamente le scene sono inquadrate da una sorta di ghirlanda floreale che dona a tutta la composizione una vivace allure ed un aperto contrasto con il tema iconografico più che cruento. La Cifani fa notare come  prioprio "Il serto floreale appare senz’altro di altra mano rispetto alle scene rappresentate e merita arricchire la produzione dei primi fioranti napoletani: a cominciare da Giacomo Recco, al quale, d’altronde, è possibile riferire le parti in discorso.

Le due opere sono in buono stato di conservazione, presentate qui in patina. 

Sfogliando il nostro catalogo troverete molti altri dipinti tra cui anche altri di scuola napoletana.

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